San Gaetano è nato a Vicenza nell'ottobre del 1480, questa è la data più attendibile; si discute sul luogo che lo vide nascere. Alcuni storici vogliono che sia nato in una casa presso il Ponte Furo; altri, ed è la tesi più accertata, in strada Magna e Sindacaria di San Marcello; ed altri ancora, a Ponte Pusterla in Contrà San Marco; però quest'ultima località è da scartare, anche se sulla facciata del Palazzo Roi una lapide, posta nel 1800, ne ricorda la nascita: "nel secolo XV Gaetano Thiene grande uomo e grande Santo nacque fra queste mura e Osanna in cielo e in terra".

Al fonte battesimale gli viene dato il nome di Gaetano, questo per ricordare la figura di suo zio: canonico Gaetano Thiene docente presso l'Università di Padova, e morto appena quindici anni prima della sua nascita. Purtroppo Gaetano resta quasi subito orfano, poiché il suo padre, Gaspare Thiene, muore in guerra presso Velletri, forse per malaria, dopo la vittoria del 21 agosto 1482. Così la sua mamma, Contessa Maria da Porto, rimane vedova con tre bambini tutti in tenera età: Giovanni Battista, Alessandro e ultimo Gaetano. La fanciullezza e la giovinezza di Gaetano trascorrono serene nella sua città natale, sotto la guida saggia e profondamente cristiana della mamma, terziaria domenicana. Questa giovinezza fu trascorsa con un coetaneo, suo cugino: Luigi da Porto.

Padova lo accolse per gli studi umanistici, e in quella università si laureò in diritto civile e canonico nel 1504. È bello qui ricordare il giovane Gaetano appena laureato in legge che, andando a Rampazzo, una località che dista pochi chilometri da Vicenza e dove la famiglia Thiene possedeva terreni, si preoccupa della istruzione religiosa dei contadini del luogo, erigendo loro una piccola cappella, dedicata a Santa Maria Maddalena, attuale chiesa parrocchiale. Durante gli anni della malattia della mamma, contessa Maria da Porto, Gaetano è spesso a Vicenza accanto al suo capezzale per assisterla, rifiutando di assumere, come avrebbe desiderato lei, la responsabilità delle sorti familiari. Gaetano in cuor suo sentiva prepotente la chiamata al sacerdozio, che abbraccerà poi nel 1516. Durante queste visite, e gli sosterrà nel Borgo Pusterla in una casa di sua proprietà in Contrà San Marco dove poi, nel novembre del 1520, moriva sua madre.

Maria da Porto è ora sepolta a Vicenza nella Chiesa di Santa Corona, insieme agli altri due figliuoli: Giovanni Battista e Alessandro. Le brevi visite a Vicenza offrirono al giovane sacerdote vicentino la possibilità di operare nell'Oratorio del Divino Amore da cui dipendeva l'Ospedale della misericordia. Il primo contatto di Gaetano con la città eterna avvenne quasi subito dopo la laurea, nel 1506; giunse in Vaticano come scrittore delle Lettere pontificie. Purtroppo l'impatto con Roma non fu edificante per il giovane vicentino, egli non trovò la città dei martiri e delle catacombe. Ma proprio in questa atmosfera così poco edificante, egli maturò la sua vocazione sacerdotale. E’ ordinato sacerdote il 30 settembre del 1516, festa di San Girolamo e "lega la sua vita alla croce"; celebrerà la sua prima messa nel giorno dell'Epifania del 1517 nella basilica di Santa Maria Maggiore, dove avrà la visione della Vergine col Bambino Gesù, come egli stesso ce la descrive nella lettera inviata in data 28 gennaio 1518 alla sua confidente spirituale: Ven. Sr. Laura Mignani delle Suore Agostiniane di Brescia. Durante i primi anni del suo soggiorno romano, il Papa Giulio II conferisce al "Diletto figlio maestro Gaetano Thiene, scrittore e nostro familiare "il beneficio di Malo, un paese distante 15 km. da Vicenza, dove si conserva tuttora un Atto notarile firmato da Gaetano, il "Pre santo" come lo chiamava il popolo.

Nella mente di Gaetano vivevano sempre i tristi ricordi di Roma, della Chiesa "in sé senza Rughe, anche se nei suoi ministri è prostituta" come scriveva a Bartolomeo Scaini in data 26 marzo 1529. Desiderava perciò fare qualcosa: portare una riforma iniziandola da sé stesso. I primi biografi attribuiscono, concordemente, a San Gaetano questa espressione: "Se Dio mi facesse la grazia di trovare, tre, quattro persone disposte a vivere apostolicamente nella osservanza del Vangelo, noi potremmo portare nella Chiesa di Dio la riforma da tutti desiderata". E così, insieme al vescovo Carafa, napoletano, poi Papa Paolo IV, Bonifacio da Colle, Alessandrino, e Paolo Consiglieri, romano, fonda proprio a Roma, sotto il papato di Clemente VII, l'Ordine dei Chierici Regolari, detti poi Teatini, il 14 settembre 1524, prendendo come Regola suprema della loro vita "i Santi Evangeli e li Sacri Canoni" e vivendo in comunità, secondo la vita apostolica. Nessun sostegno umano, ma tutta l'opera poggerà sulla sola divina Provvidenza: nulla chiedere e nulla possedere: fu questa la scelta di chi, ricco, si fece povero per servire "Cristo passionato nei poveri".

Il suo ministero nella città eterna durò poco. Durante il Sacco di Roma, nel 1527, fu catturato e torturato e rinchiuso con i suoi confratelli, dai Lanzichenecchi, nella Torre dell'Orologio in Vaticano. Liberati da un ufficiale spagnolo, che gli aveva sentiti salmodiare con tanta fede, furono condotti da Agostino da Mula, quasi miracolosamente, a Venezia, con una imbarcazione della Serenissima e qui abiteranno nella Chiesa di San Nicolò dei Tolentini. A Venezia, con i primi religiosi tra i quali il Beato Giovanni Marinoni, canonico della Basilica di San Marco, lavora senza soste, prima e durante la peste, poi durante la carestia, curando i poveri ammalati ricoverati presso l'ospedale degli incurabili che egli stesso aveva fondato nel 1522. L'ubbidienza lo porta a Napoli insieme al B. Giovanni Marinoni, dove fonda la prima Casa Teatina; qui, fiducioso sempre nella divina Provvidenza, rifiutò doni e soldi, offerti dalla eccessiva generosità del Conte Oppido, "per sperimentare se il Dio di Napoli era lo stesso di quello di Venezia". A Napoli si preoccuperà subito di più poveri che allora erano tanti, promuovendo insieme a Beato Giovanni Marinoni il Monte di Pietà nel 1539, da cui poi trarrà origine il Banco di Napoli. Napoli e i napoletani occuparono un posto particolare nel cuore di Gaetano, egli nutriva un amore così sentito e profondo che lo spinse ad offrire la propria vita per la pace di questa città, travagliata, al tempo, da odio e da guerra fratricida. Il Signore accettò la sua offerta, chiamandolo nel suo Regno la domenica 7 agosto del 1547, e proprio in questo giorno cessarono i sanguinosi tumulti, e ritornò la pace nella città di Napoli. Molto felicemente sulla sua tomba, nella cripta della Basilica di San Paolo Maggiore è stato scritto:"qui giace colui che molto prega per il suo popolo". Proclamato santo il 12 aprile 1671 dal Papa Clemente X, egli è invocato nella Chiesa quale "Santo della Provvidenza".